CENNI CRITICI DI LORETTA ELLER

L’arte di Andrea Soraperra ci riporta ad ancestrali memorie. Scolpire il legno ha una storia millenaria che, per usare le parole del professor Michail Žilin, ricercatore capo dell’Istituto di Archeologia di Mosca: “ci fa rivivere in totale armonia col mondo, con la natura e con la

spiritualità dell’uomo”.
Alcune sculture lignee di Soraperra, soprattutto quelle a tutto tondo, rievocano il fascino delle antiche sculture e appaiono emergere dal passato, come se dovessero trasmettere i valori dell’arte antica alle generazioni moderne, per giungere a rappresentare un ponte con gli artisti di epoche lontane.
La scultura su legno era già praticata in epoca preistorica. Il più antico reperto ad oggi ritrovato è il cosiddetto “Idolo di Šigir”. Fu rinvenuto nei pressi di Kirovgrad in Russia, sui monti Urali, nel 1890 ed è stato datato a 11.000 anni fa, all’inizio dell’Olocene. La scultura, dalle fattezze umane, fu trovata divisa in numerosi frammenti. Una volta ricomposta si è scoperto che era intagliata con simboli mesolitici e disegni geometrici, ad oggi non ancora decifrati. All’origine era alta oltre 5 metri, ma molti frammenti scomparvero misteriosamente durante la Rivoluzione d’Ottobre nel 1917. I frammenti rimasti, dell’altezza di 2,8 metri, si possono ammirare al Museo di Storia Regionale di Ekaterinburg in Russia.
Questa rievocazione dell’Idolo di Šigir non è casuale, ma vuole proprio essere un momento di connessione tra passato e presente. Soraperra lavora il legno con antichi strumenti, con antica sapienza, rispettando l’armonia tra uomo e natura. Nell’esecuzione delle sculture lignee è determinante la conoscenza del materiale, per evitare i difetti legati al singolo tronco e alla sua crescita, come quelli legati alla scelta del taglio e alla stagionatura. Il legno è un materiale “vivo” e Andrea Soraperra, prima di tramutarlo in scultura, ne controlla e ne valuta attentamente lo stato, in quanto il legno è soggetto a modificarsi, per dimensioni e forma, al variare della temperatura e dell’umidità. L’artista, per realizzare le sue opere, privilegia la scelta di alcune essenze piuttosto che altre, anche in base alla natura dei boschi disponibili nel suo territorio. Il tiglio e il cirmolo, alberi di alta quota, robusti, compatti e plasmabili, sono le sue “materie” preferite. Assecondando le venature del legno riesce a elaborare complesse forme umane, armonicamente modellate con scalpelli e sgorbie, come un antico artigiano. E allora ci tornano in mente le parole di John Ruskin che non accetta la distinzione fra arte ed artigianato: “la cultura materiale è espressione della potenza spirituale dell’uomo. È arte qualsiasi produzione materiale concepita dalla creatività umana”.

E Soraperra rispecchia ampiamente il concetto delle “Arts and Crafts” laddove le sue creazioni esprimono immancabilmente il riflesso della mente che le hanno prodotte, trasmettendo sensazioni e sentimenti che convergono in una perfetta sintonia tra uomo e natura.

Un discorso a parte meritano i bassorilievi, produzione copiosa, che Soraperra plasma con uguale maestria delle sculture a tutto tondo. Soprattutto nei bassorilievi vengono usate cere colorate con cromie tenui e soffuse. Sono scene che spaziano dalla vita quotidiana alle composizioni allegoriche. Quadri nei quadri, figure di uomini, donne, bambini che emergono dalla materia viva del legno armoniosamente, confusi con alberi, animali, mare, monti, quasi irrompessero da antiche favole.

Uno spirito poliedrico, quello di Soraperra, dominato dall’abilità di sintesi e osservazione della natura, con espressioni di grande sensibilità e capacità simbolica.

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